LA SALUTE DEI RENI / I CALCOLI RENALI

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I reni sono dei grandi regolatori chimici dell'organismo umano e conservano in esatta proporzione l'acqua del sangue e mantengono in giusto equilibrio le sostanze minerali : un lieve eccesso di potassio ad esempio potrebbe arrestare il cuore; regolano l'equilibrio tra alcali e acidi; disperdono l'urea che se in eccesso provocherebbe grave danno alla salute.

Nel periodo delle 24 ore i reni depurano dalle scorie circa una tonnellata e mezzo di sangue, ovvero lo filtrano per 300 volte.

Immagine reniHanno una capacità circa due volte superiore a quella che occorre per mantenere il corpo in buona salute. Infatti se dovesse essere necessaria l'asportazione di un rene malato, quello rimasto compierebbe agevolmente un lavoro doppio.

I reni sono degli organi rosso-bruni, grossi come un pugno, pesano solo circa un etto ciascuno ma racchiudono il più complicato sistema di tubature del corpo umano.

Ognuno di essi posti ai lati della spina dorsale, contiene un milione di elementi funzionali : i nefroni.

Ad occhio nudo un singolo nefrone non è più grosso di un granello di sabbia ma al microscopio ha l'aspetto di un verme dalla grossa testa e dal corpo simile ad una coda aggrovigliata.

La testa è il glomerulo di Malpighi, la coda è il tubulo. Nella testa c'è un fitto groviglio di vasi capillari che filtra di continuo il sangue, lasciandone trasudare la parte acquosa nella guaina del glomerulo stesso ma trattenendo quasi tutte le cellule sanguigne e quasi tutte le proteine. Oltre il 98 % del liquido che si raccoglie nella guaina è poi riassorbito dai tubuli, i quali hanno uno sviluppo di un centinaio di km. Con un raffinatissimo processo di selezione, i tubuli restituiscono al sangue gli amminoacidi, il glucosio e i minerali necessari alla salute, scartando le scorie e l'acqua in eccesso.

Le goccioline espulse si raccolgono in un serbatoio comune, collegato alla vescica mediante l'uretere. Una contrazione dei muscoli, che avviene con una frequenza da 10 a 30 secondi e che si propaga come un'onda, spinge il liquido nella vescica.

La gravità delle malattie renali varia secondo la natura e la causa del male e secondo la zona del rene colpito.

L'infezione renale che è causata dall'invasione di certi batteri e si manifesta con febbre, dolori di schiena e altri sintomi. Se viene diagnosticata e curata può anche non interferire immediatamente con la funzione renale.

Una delle malattie renali più note è la glomerulonefrite diffusa acuta o morbo di Bright.

In realtà si suole indicare con questo nome ogni infiammazione del rene.

Varie cause possono causare l'infiammazione di questo organo sensibile : veleni, ferite, tossine emesse da batteri in altri punti dell'organismo.

I nefroni infiammati, perdendo la loro capacità selettiva, lasciano passare le vitali cellule e proteine del sangue e si possono scoprire nelle urine.

Oppure possono riassorbire troppa acqua e trattenere sali minerali in eccesso, provocando gonfiori alle braccia, gambe, palpebre.

La glomerulonefrite acuta, non ben curata, può trasformarsi in una forma cronica, dai sintomi meno evidenti ma dalle conseguenze più gravi, in quanto, col tempo, può compromettere irrimediabilmente la capacità dei reni di compiere la loro funzione depuratrice.

Si stabilisce così uno stato di insufficienza renale, la cui fase terminale è la tanto temuta uremia, cioè una grave intossicazione dell'organismo.

Nell'insufficienza renale acuta si ha una rapida riduzione della funzionalità renale che determina aumento della azotemia, di altri metaboliti escreti dal rene, ritenzione idrica ed alterazioni elettrolitiche.

Nell'insufficienza renale cronica si ha lento e progressivo decadimento della funzione renale, indipendentemente dalla nefropatia causale.

Se i reni cessano di secernere urina le scorie si accumulano nell'organismo.

Oltre che da grave insufficienza renale ciò può essere causato da problemi circolatori, per cui giunge ai reni una quantità insufficiente di sangue.

Ustioni gravi o ferite seguite da choc possono causare il blocco dei reni.

Interno rene

Ci sono alcuni disturbi che possono essere il segnale di un'insufficienza renale.

Non vanno sottovalutati mai, soprattutto se si soffre di pressione alta o di diabete.

Bisogna consultare il medico se le urine da qualche tempo sono sempre di colore scuro oppure rosso sangue, se hanno un cattivo odore, ma anche se è aumentata notevolmente negli ultimi mesi la loro quantità, soprattutto quando ci si alza di notte.

Attenzione anche a un gonfiore localizzato soprattutto agli arti inferiori, un dolore nella zona lombare e un senso di peso a livello dei reni.

PREVENZIONE E TERAPIA DELL'INSUFFICIENZA RENALE

Il primo passo nel trattamento della IRC è identificare la causa che la ha determinata e, se possibile, rimuoverla.

Infatti esistono numerose patologie la cui causa è identificabile e rimovibile anche con facilità.

Basti pensare alle nefropatie ostruttive in cui la semplice, ma tempestiva, identificazione di un calcolo e la sua frantumazione con onde d'urto, consente di evitare il danno renale che, lasciato a se, diventa irreversibile.

In altri casi la rimozione della causa, pur non determinando un miglioramento della insufficienza renale, ne rallenta l'evoluzione.

È questo, ad esempio, il caso delle nefropatie da analgesici e da farmaci nefrotossici in generale, ma soprattutto della malattia diabetica in cui la progressione del danno renale è notevolmente accelerata da un cattivo controllo glicemico.

Tuttavia l'insufficienza renale cronica è una malattia progressiva ed il danno frequentemente procede indipendentemente dalla causa che lo ha determinato.

Per tale motivo il medico ed il paziente devono agire concordemente per mettere in atto tutte le misure necessarie a rallentarne l'evoluzione ed a prevenirne le complicanze.

Questo approccio consente frequentemente di ridurre il ritmo di progressione dell'IRC (a volte fin quasi arrestarlo) prolungando notevolmente la sopravvivenza renale e consentendo una qualità di vita molto buona.

Il trattamento della IRC prevede

Prevenzione

E' importantissimo tenere sotto controllo l'ipertensione arteriosa.

Bisogna inoltre correggere un'eventuale anemia : questo si ottiene con l'uso di ferro e di fattori eritropoietici con l'obiettivo di mantenere l'emoglobina fra 11 e 12 g/dl: una emoglobinemia in tale range migliora la qualità di vita e riduce il ritmo di peggioramento della malattia.

Nella dieta bisogna ridurre l'apporto proteico tramite una dieta equilibrata :

Proteine 0.6 - 0.7 g/kg/peso ideale, (75% ad alto valore biologico)
      Glucidi 60% delle calorie (zuccheri complessi)
      Lipidi 30% delle calorie
      Calorie > 30-35 Kcal/kg peso ideale /die

Non è noto se la dieta ipoproteica rallenti la progressione della malattia renale, in quanto gli studi in merito sono discordanti anche se una metanalisi di studi randomizzati - controllati ha dimostrato una utilità per questo scopo. (Fouque D, Laville M, Boissel JP. Low protein diets for chronic kidney disease in non diabetic adults.Cochrane Database Syst Rev. 2006 Apr 19;(2):. Review.)

In ogni caso la dieta è sicuramente utile nel migliorare il controllo dell'acidosi, dell'anemia, del metabolismo Calcio - Fosforo, nel ridurre i valori di azotemia, fosforemia e PTH. (Ikizler TA.Dietary protein restriction in CKD: the debate continues. Am J Kidney Dis. 2009 Feb;53(2):189-91)

L'apporto calorico è di estrema importanza in quanto lo stato tossico conseguente all'insufficienza renale tende a ridurre l'appetito e molti pazienti tendono alla denutrizione.

Per tale motivo e per assicurare una riduzione quanto più possibile dell'introito fosforico è utile ricorrere all'uso di prodotti ipoproteici (biscotti, fette biscottate, pane, pasta, farina).

È inoltre necessario moderare l'introito di potassio e quello di sale (non più di 2 grammi al giorno di sale aggiunto agli alimenti).

Un tempo, per quanto i sanitari lottassero con energia per ristabilire la funzione renale, nella maggioranza dei casi le vittime dei blocchi renali affondavano a poco a poco in un sonno da cui non c'era risveglio.

Il primo rudimentale rene artificiale venne creato durante la seconda guerra mondiale.

Alcuni pazienti vennero mantenuti in vita 30 o più giorni.

Poi col tempo i reni artificiali sono stati enormemente perfezionati.

Vi sono malati, affetti da insufficienza totale dei reni, che vengono tenuti in vita da anni grazie all'applicazione, più volte alla settimana, del rene artificiale, che depura il loro sangue (emodialisi extracorporea).

Più diffuso ma meno grave è il blocco parziale dei reni.

I liquidi si accumulano negli interstizi tra le cellule, e spesso le gambe, i piedi, l'addome si gonfiano : un fenomeno chiamato edema.

Sono a disposizione dei medici vari tipi di potenti diuretici (farmaci che aumentano l'emissione di urina).

Sotto lo stimolo di questi farmaci, gli ammalati saturi di acqua arrivano spesso a perdere in una sola settimana una quindicina di litri di liquido superfluo.

Uno dei più straordinari progressi nella cura delle gravi disfunzioni renali è il trapianto chirurgico di un rene da una persona all'altra.

Per oltre mezzo secolo questo fu soltanto un sogno; i chirurghi che lo tentarono scoprirono che gli anticorpi per difendere l'organismo aggredivano e distruggevano i tessuti dell'organo "estraneo".

Si affrontò il problema con vari metodi. Anche i raggi X.

I medici sapevano che forti dosi, quasi mortali di raggi X avrebbero soppresso temporaneamente la possibilità dell'organismo di produrre anticorpi.

Mentre i mezzi di difesa dell'organismo si ricostituivano a poco a poco, non poteva darsi che l'organismo accettasse l'organo trapiantato?

Fu effettuata una prova su un caso disperato ed ebbe successo.

Poi con gli anni vennero perfezionate altre tecniche.

La prova più largamente usata per offrire al medico informazioni relative a quasi ogni organo, tessuto e liquido dell'organismo, è l'umile analisi dell'urina.

Perfino i medici dei tempi antichi riconoscevano nell'urina un importante elemento diagnostico. Il colore, la brillantezza, il sedimento erano dati su cui basavano le loro diagnosi.

Quali sono gli esami più comuni dell'analisi dell'urina?

Albumina
Normalmente i filtri renali consentono solo ad una minima quantità dell'albumina contenuta nel sangue di sfuggire attraverso l'urina. L'aumento di tale quantità può significare che i reni sono infiammati, infetti o degenerati, che c'è un tumore o una cisti, o che tossine o un'infezione batterica presenti altrove nell'organismo stanno riducendo la loro efficienza. In certi momenti, per esempio dopo un esercizio violento, l'albumina può fare la sua comparsa nell'urina senza alcun significato allarmante.
Zucchero
Lo zucchero deve essere presente nel sangue entro limiti strettamente definiti. Quando il suo livello diventa troppo elevato, è espulso dai reni. Lo zucchero nell'urina fa supporre il diabete, ma può anche significare che il paziente si è rimpinzato di dolciumi.
 
Peso specifico
Il peso dell'urina confrontato con quello di un ugual volume di acqua pura, dà una buona indicazione dell'efficienza della funzione renale. L'urina troppo acquosa può indicare che i reni non compiono a dovere il loro compito di concentrare i rifiuti e fa sospettare una malattia.
 
Acidità
Di regola l'urina è acida. Se è alcalina in parecchi campioni, può esserci qualcosa di anormale. Ciò accade spesso nelle infezioni della vescica o dei reni. Anche in certi stadi della polmonite l'urina può essere alcalina, mentre in alcune malattie nervose lo è sempre. Ma la prova di acidità può anche indicare semplicemente le abitudini dietetiche di una persona: un regime vegetariano tendere a rendere alcalina l'urina; la carne aumenta l'acidità.
 
Pigmenti biliari
Varie malattie del fegato o delle vie biliari possono provocare un rigurgito della bile nel sangue e una successiva filtrazione nell'urina. La presenza di pigmenti biliari nell'urina dà quindi l'annunzio che una malattia è in atto e che si richiede l'ulteriore attenzione del medico.
 
Esame microscopico
Lo studio dei sedimenti urinari al microscopio può spesso mettere in evidenza qualche disturbo. Le tracce di pus possono indicare la presenza di un'infezione in qualche punto delle vie urinarie. Se i reni sono malati, il materiale proteico può accumularsi ed essere espulso sotto forma di cilindretti, che riproducono lo stampo in cui si sono formati, cioè i minuscoli tubuli del rene.
 
Esami molto più complessi vengono compiuti sull'urina. Un cancro lungo le vie urinarie, per esempio, libera spesso cellule caratteristiche, identificabili al microscopio.
 
Anche i prodotti terminali degli ormoni compaiono nell'urina, e la loro quantità è indice del funzionamento delle ghiandole, particolarmente di quelle sessuali e delle surrenali. Anche la gravidanza è rivelata attraverso un esame delle urine, dato che le donne incinte accumulano nell'urina, in quantità facilmente individuabili, gli ormoni femminili in eccesso.
 
Durante la gravidanza l'analisi dell'urina diventa una importantissima salvaguardia della salute. L'organismo della donna incinta deve compiere un doppio lavoro : i reni sono chiamati a eliminare non soltanto i rifiuti della madre, ma anche quelli del nascituro.
 
Una persona può negare ostinatamente di essere dedita agli stupefacenti ma, se lo è, la sua urina lo denuncia.
 
Per mantenere i reni in buona salute è buona abitudine : misurare periodicamente la pressione arteriosa, soprattutto se si fa vita sedentaria  assumere farmaci antinfiammatori o antidolorifici solo per effettiva necessità e se prescritti dal medico;  tenere sotto controllo i grassi del sangue e la glicemia;  se è presente in famiglia la gotta misurare due volte l’anno l’uricemia, effettuare periodicamente una visita di controllo dal medico e l'analisi delle urine.

Anche semplicemente bere acqua in giusta quantità può aiutare la salute dei reni.

 

I CALCOLI RENALI

I calcoli renali si manifestano quando i sali minerali, l'acido urico e altre sostanze cominciano a cristallizzare, formando masse di varie dimensioni : dalla renella, formata da granelli piccoli come capocchie di spillo, a formazioni grandi come una palla di tennis. I calcoli piccoli (cristalli o micro calcoli) passano spesso inavvertiti attraverso gli ureteri, ma quelli di maggiori dimensioni arrivano talvolta ad ostruire i tubi, respingendo le scorie fino al rene e causando dolori atroci.

Proprio a causa della loro forma e composizione chimica i calcoli renali possono muoversi dalla sede di origine e andare ad ostacolare il flusso dell’urina. Tale ostacolo, oltre a causare un dolore spesso intenso, favorisce infezioni urinarie e, se persiste per lunghi periodi, aumenta le possibilità di danno ai reni fino a sviluppare una insufficienza renale progressiva.

Normalmente le urine contengono sostanze che impediscono la formazione di calcoli, ma non sempre tali composti sono presenti in quantità adeguate o svolgono efficacemente la loro funzione. Anche i mucopolissaccaridi, grazie alle loro proprietà colloidali  favoriscono il mantenimento in soluzione dei sali allontanando la formazione di calcoli renali.

TIPI DI CALCOLI RENALI

CALCICA

(70-80%)

MISTA

(5-10%)

URICA

(5-15%)

INFETTIVA

(10-15%)

CISTINICA

(1-2%)

 
Ossalato di calcio (60%)
 

Ossalato di calcio e fosfato di calcio (30%)


 

Fosfato di calcio (10%)

Ossalato di calcio, acido urico e fosfato di calcio (30%) Acido urico Struvite (fosfato - ammonio - magnesio)
 

Struvite e carbonato apatite o urato di ammonio


 

Fosfato di calcio

Cistina
A questi dati vanno aggiunti i calcoli di origine rara (incidenza 1-2%) che possono essere causati dall'accumulo di xantina, ipoxantina, colesterolo, acidi grassi o 2,8-idrossiadenina
 

Generalmente la colica renale causa comunque un dolore intenso ed improvviso che compare al fianco, solitamente da un solo lato, costringendo il paziente a piegarsi su se stesso e a chiedere con insistenza l’aiuto degli astanti. Tale dolore può procedere a fasi alterne diminuendo di intensità per un attimo, per poi peggiorare rapidamente. Successivamente il dolore tende ad irradiarsi anteriormente e a scendere in basso verso l'inguine; qualche volta le coliche si associano a dolore testicolare o al grande labbro nella femmina.

Quando il calcolo si muove scendendo nell'uretere ed avvicinandosi alla vescica possono comparire ulteriori sintomi come il bisogno frequente di urinare ed il bruciore; a tutti questi segni possono associarsi altri disturbi come la nausea, il vomito e la presenza di urine torbide, a volte con sangue e di cattivo odore. Altre volte vi è una incapacità totale di emettere urine.

Il trattamento della colica renale si basa sulla somministrazione di farmaci antispastici (riducono la contrattilità della muscolatura liscia) e di medicinali analgesici per tamponare il dolore. Di largo impiego sono i classici FANS che, risolvendo il dolore, interrompono il circolo vizioso dolore-spasmo-dolore senza interferire con il mantenimento della peristalsi ureterale, indispensabile per la progressione e l’eliminazione spontanea del calcolo. L'uso di antispastici andrebbe invece limitato ai casi in cui la progressione del calcolo, a causa delle sue dimensioni e morfologia, appaia estremamente improbabile.

Per favorire l'eliminazione del calcolo renale si ricorre spesso ad un metodo classico ed efficace chiamato "colpo d'acqua". In base ai principi di questa tecnica si invita il paziente a bere rapidamente un litro/un litro e mezzo di acqua minimamente mineralizzata, in modo da scatenare una potente spinta urinaria che faciliti l'espulsione del calcolo.

Nel caso tali metodiche non siano sufficienti ad eliminare spontaneamente il calcolo si può fare ricorso a diverse tecniche, chirurgiche e non. L’indicazione dipende dalla grandezza e dalla sede del calcolo renale, per esempio se il calcolo ha un diametro inferiore ai 4 mm si assiste ad una espulsione spontanea nell'80% dei casi.

LITOTRISSIA EXTRACORPOREA : una serie di onde d’urto generate esternamente al corpo del paziente favoriscono la frantumazione del calcolo e l'eliminazione spontanea dei piccoli frammenti. Tale intervento è indicato in caso di calcoli di piccole e medie dimensioni (inferiori agli 1,5-2cm)

URETROSCOPIA : tramite una piccola sonda inserita per via uretrale il medico raggiunge ed esamina il calcolo frantumandolo con ultrasuoni o raggio laser.

LITROTISSIA RENALE PERCUTANEA : procedimento invasivo che consiste nel frantumare il calcolo ed estrarne i frammenti tramite uno strumento inserito attraverso un piccolo foro effettuato nel fianco.

TRATTAMENTO CHIRURGICO : si rende necessario nei casi estremi o qualora le precedenti tecniche abbiano dato scarsi risultati

Poiché il dolore delle colica è dovuto alla contrazione spastica della muscolatura liscia che tenta in questo modo di superare l'ostruzione, è possibile mitigare il dolore immergendosi in una vasca colma d'acqua quasi bollente. Il calore esercita infatti un potente effetto vasodilatatorio favorendo il rilasciamento della muscolatura. Tali immersioni vanno invece evitate in presenza di sangue nelle urine dato che le proprietà antispastiche del calore favorirebbero l'emorragia.

Il ruolo della dieta nella comparsa dei calcoli renali non è ancora stato pienamente chiarito.

Quel che è certo è che nessun tipo di calcolosi può essere ricondotto unicamente ad un’alimentazione scorretta.

Il più delle volte alla base del problema esiste infatti una predisposizione di origine genetica. Per questo motivo non può esistere una dieta precisa ed universale per evitare che si formino i calcoli.

Un'unica raccomandazione trova un consenso unanime da parte di medici e ricercatori: per evitare la formazione di calcoli renali è fondamentale mantenere idratato l'organismo assumendo le giuste quantità di liquidi con la dieta.

CARNE e CALCOLI RENALI : alcuni studi hanno dimostrato che una dieta ricca di carne conduce più frequentemente ad una calcolosi renale. A causa dell'eccessivo consumo di proteine l’urina diviene più acida ed aumenta la quota d’eliminazione di ossalati, calcio e acido urico, mentre si abbassa quella dei citrati (sostanze che impediscono la precipitazione di questi sali).

Nel caso vi sia una predisposizione a calcoli renali di origine calcica, mista (ossalico-calcica) e soprattutto urica (accumulo di acido urico) vanno limitati tutti quegli alimenti ricchi di purine come: acciughe, aringhe, sardine, crostacei, fegato, animelle, rognoni, cuore, selvaggina, oche e piccioni. Va invece incoraggiata l'assunzione di alcalinizzanti urinari come il citrato di potassio o il bicarbonato di sodio.

Essendo ricchi di metionina (un aminoacido precursore della cistina) i prodotti ricchi di proteine andrebbero limitati anche in presenza di calcoli renali di origine cistinica.

SALE e CALCOLI RENALI : una dieta ricca di sale aumenta l'escrezione urinaria di calcio favorendo la formazione dei calcoli renali. Per questo motivo e per evitare altre spiacevoli condizioni (ipertensione, sovrappeso, osteoporosi) si consiglia di non assumere più di 8 grammi di sale al giorno. In particolare è bene fare attenzione a snack e cibi confezionati in genere che sono fonti "nascoste" ma molto importanti di sodio.

CALCIO E CALCOLI RENALI : il ruolo del calcio nella formazione dei calcoli renali è stato da sempre oggetto di numerosi studi e ricerche. Oggi si è giunti alla conclusione che una dieta ricca di calcio non solo non predispone alla calcolosi delle vie urinarie ma la previene riducendo l'assorbimento di acido ossalico. Viene perciò raccomandato un apporto giornaliero di 1200 mg di calcio di cui 800 mg forniti da latticini.

Un eccesso di ossalato si è invece dimostrato particolarmente dannoso in quanto fattore predisponente alla formazione di calcoli (specie se accompagnato ad un ridotto consumo di liquidi). L'ossalato è ubiquitario (si trova un po' dappertutto), ma alcuni alimenti ne sono particolarmente ricchi:  cioccolata, nocciole,  coca-cola e  bevande  gassate in genere, succhi di frutta, the,cavoli, piselli, asparagi, spinaci, rabarbaro.

Bisogna comunque sottolineare che in caso di iperproduzione fisiologia di ossalato, ridurre il consumo di questi alimenti previene sì i calcoli renali, ma lo fa soltanto in maniera marginale. Ciò che conta, ancora una volta, non è tanto l'introduzione complessiva di ossalati quanto la relativa quantità di liquidi presenti nella dieta.

DOLCI E CALCOLI RENALI : un consumo smisurato di zuccheri con la dieta, aumenta l’eliminazione di calcio nell’urina e, di conseguenza, il rischio che si formino dei calcoli. Inoltre alcuni ingredienti tipici dei dolci (cacao) sono particolarmente ricchi di ossalato.

FIBRE E CALCOLI RENALI : in presenza di calcolosi delle vie urinarie è consigliata una dieta ricca di scorie in quanto l'acido fitico contenuto negli alimenti di origine vegetale (verdura, frutta e cereali integrali) si lega con il calcio formando composti insolubili e non assorbibili. Frutta e verdura aumentano inoltre l’eliminazione di citrati, sostanze molto efficaci nell'impedire la formazione dei calcoli. Per questo motivo il succo di limone, che contiene circa il 5-7% di acido citrico, è l'alimento ideale per chi soffre di calcoli renali.

POTASSIO E CALCOLI RENALI : secondo alcuni Autori gli alimenti ricchi di  potassio (fagioli, albicocche, piselli, patate, aglio e frutta secca) ridurrebbero l’escrezione urinaria di calcio senza interferire con l’assorbimento intestinale dello ione.

VITAMINA D E CALCOLI RENALI : un eccesso di vitamina D nella dieta, peraltro difficilmente realizzabile con la sola alimentazione, favorisce l'assorbimento intestinale di calcio causando ipercalcemia (eccesso di calcio nel sangue) e ipercalciuria (eccesso di calcio nelle urine). Tale evenienza potrebbe verificarsi in un paziente che assume regolarmente integratori di calcio e vitamina D per combattere o prevenire l'osteoporosi.

VITAMINA C E CALCOLI RENALI : anche un eccesso di vitamina C nella dieta favorirebbe la sintesi di calcoli renali a causa dell'aumentata produzione di ossalati. Si tratta anche in questo caso di un'ipotesi difficilmente realizzabili date le enormi quantità di vitamina C necessarie (10 g). Tali livelli sono praticamente irraggiungibili con la normale alimentazione (anche se integrata da multivitaminci).

ACQUA, CALCIO E CALCOLI RENALI : più che la qualità è importante valutare la quantità di acqua e più in generale di liquidi assunti con la dieta (brodo, tisane, succhi di frutta, etc). Le persone predisposte ai calcoli renali dovrebbero pertanto sforzarsi di bere abbondantemente e ripetutamente nel corso della giornata (almeno 2 litri di acqua). In caso di predisposizione individuale o per prevenire future recidive tale quota va aumentata fino a 3 litri (IDROPINOTERAPIA).

In generale più che la quantità complessiva di liquidi è importante adattare l'apporto idrico alla situazione ambientale. Il controllo visivo dell'urinazione è un esame molto semplice che il paziente può effettuare per controllare il proprio stato di idratazione. In particolare le urine non devono mai apparire troppo scure o concentrate, dato che tale caratteristica aumenterebbe il rischio di formare calcoli renali.

Per allontanare il rischio di calcolosi delle vie urinarie è molto importante che la quantità di liquidi venga suddivisa equamente nell'arco della giornata, bevendo un pò d'acqua anche prima di coricarsi. Vanno invece evitate alcune bevande come il the concentrato (ricco di ossalati), coca cola (molto acida) ed alcolici (innalzano i livelli d’escrezione dell’acido ossalico e dell'acido urico).

Nonostante alcuni studi abbiano dimostrato che anche le acque minerali ricche di calcio possono costituire un fattore protettivo, in presenza di calcolosi si consiglia l'utilizzo di acque minimamente mineralizzate che, in quanto povere di sali minerali, favoriscono la diuresi e facilitano l'espulsione di piccoli calcoli renali.

QUALCHE ALIMENTO CONSIGLIATO :

LIMONE : l'acido citrico in esso contenuto ha potere solvente sui calcoli renali facilitandone lo scioglimento ed impedendone la formazione

CIPOLLA : ha un potente effetto diuretico e favorisce l'eliminazione dell'acido urico

PREZZEMOLO : Dtimola l'appetito e la digestione, favorisce la diuresi eliminando piccoli calcoli renali

SEDANO : ha proprietà  diuretiche, con un'efficace azione drenante sul fegato e sulle vie respiratorie; è pertanto utile in caso di calcoli renali ed insufficienze epatiche

CARCIOFO, CAVOLO, MELA E ORTICA : aumentano l'escrezione di urina.

 
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