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LA SALUTE DEGLI OCCHI

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Gli occhi sono stati uno dei primi organi a svilupparsi nelle forme di vita sulla Terra.

Secondo l'iridologia sono lo specchio della salute del nostro organismo : ci si possono leggere disturbi in atto oppure malattie alle quali si è predisposti.

Nei pesci la natura ha creato il primo vero sistema di messa a fuoco e i muscoli per far muovere gli occhi nelle orbite.

Gli occhi degli uccelli poi sono tra i più straordinari del creato, l'acutezza visiva è quasi incredibile, in alcuni casi anche 100 volte superiore a quella dell'uomo.

I carnivori e alcuni altri animali la cui vista è molto inferiore alla nostra durante il giorno, vedono molto meglio di noi la notte.

E questo è il motivo per cui l'uomo primitivo aveva terrore del buio: di giorno era lui a mangiare ma di notte era mangiato.

In tutte le scimmie gli occhi, proprio come nell'uomo, possono essere fatti convergere tutti e due sullo stesso punto, ottenendo in tal modo una visione stereoscopica; la vista stereoscopica è apparsa di recente nell'uomo, questo spiega la rapida perdita di binocularità (strabismo) che in molte persone causa affaticamento degli occhi.

Ogni volta che si muovono i nostri occhi diventano completamente ciechi, tranne quando si muovono senza mutare il punto verso cui guardano.

Si può fare un semplice esperimento per rendersi conto di ciò : mettetevi davanti ad uno specchio ed osservate l'immagine di uno dei vostri occhi, guardate prima il lato destro di quell'occhio, poi il lato sinistro dello stesso occhio e così via: non riuscirete mai a vedere l'occhio in movimento.

Non avvertiamo mai l'intervallo di cecità anche perché l'immagine vista per ultima, prima che l'occhio cominci a muoversi, persiste nel centro visivo del cervello, riempiendo una parte dell'intervallo durante il quale la retina è cieca.

Il fatto importante è che la retina, grazie a questa cecità da movimento, gode con molta frequenza di brevi intervalli di riposo.

Il bulbo oculare è un piccolo apparecchio fotografico sferoidale che si mette a fuoco automaticamente, secondo la distanza dell'immagine e che si gira in direzione del punto voluto.

E questo apparecchio è congegnato in modo da provvedere alla propria conservazione.

Se un pericolo lo minaccia, in un attimo io suoi sportelli di pelle si chiudono proteggendone la finestra trasparente.

La lente biconvessa (il cristallino) è costituita da cellule simili a quelle della pelle ma modificate fino a diventare trasparenti come il vetro.

Essa è delicatamente sospesa e accuratamente centrata sulla traiettoria della luce che entra nell'occhio.

Davanti al cristallino uno schermo circolare (iride) disciplina l'ampiezza del raggio luminoso.

In un apparecchio fotografico la regolazione è fatta dal fotografo o da un dispositivo elettronico, nell'occhio questa accomodazione è automatica e viene cioè eseguita dall'immagine stessa.

La lente dell'occhio compie quello che nessuna altra lente riesce a fare : accomoda la sua curvatura in modo da mettere a fuoco oggetti vicini e lontani secondo la necessità.

E non soltanto il cristallino ma anche la pupilla (l'apertura della macchina fotografica) si accomoda da sé.

La camera anteriore è completata da uno strato di pelle divenuta trasparente come il vetro, la cornea.

La pelle sopra e sotto questa finestra cresce fino a formare due lembi mobili, secchi all'esterno come la pelle ordinaria ma umidi all'interno, le palpebre : essi ripuliscono la finestra irrorandovi sopra ogni minuto circa un nuovo velo di lacrime.

La retina è lo schermo sensibile alla luce situato nella parte posteriore.

Melatonina Zinco-Selenio Pierpaoli la formulazione originaleQuesto schermo riceve, ritiene e registra una scena che continuamente muta e si muove e ciò per tutta la vita, senza bisogno di cambiare "pellicola".

E lo schermo segnala al cervello i suoi mutevoli fotogrammi, consta di 9 strati ed è estremamente complesso.

Si può considerare come una propaggine del cervello situata nel bulbo oculare.

Le fibre nervose che collegano questo strato fotosensibile con il cervello non sono cosa semplice.

L'occhio umano ha circa 138 milioni di distinti elementi visivi sparsi nella membrana della retina.

Sono come tante serie di collegamenti elettrici, ognuna somiglia ad un piccolo cervello ed è formata e collegata in modo da trasmettere debitamente ai punti giusti del cervello stesso ogni pallida immagine momentaneamente formatasi e ritenuta.

Sullo strato delle cellule sensorie l'immagine ha due dimensioni (come un quadro); il passo che porta da questa immagine al suo elaborato mentale è qualcosa di incredibilmente complesso e direi divino.

Infatti è la mente che aggiunge la terza dimensione così come è la mente che aggiunge i colori.

Un altro prodigio è che durante le ore di veglia l'occhio invia nella foresta di cellule e di fibre del cervello continue correnti ritmiche di minuscoli potenziali elettrici.

Questa moltitudine pulsante di cariche elettriche nella rete spugnosa del tessuto cerebrale non ha nessuna relazione apparente in termini di spazio con il piccolo e capovolto quadro bidimensionale del mondo esterno.

Ma questo piccolo quadro scatena una tempesta elettrica che influisce su una intera popolazione di cellule cerebrali.

Le cariche elettriche non hanno in sé stesse i più tenui elementi visivi (ad es. distanza) nè del verticale nè dell'orizzontale, nè del colore nè della lucentezza, nè dell'ombra nè del contorno, nè del vicino nè del lontano.

Eppure fanno scaturire come una meravigliosa magia tutti questi elementi : questa è la grandezza di questo straordinario organo.

La zona d'ombra tra la mente e l'occhio è stata esplorata più di tanti altri da Adelbert Ames, il quale studio anche le illusioni ottiche.

In che modo la mente si serve dell'occhio?

Una delle principali dimostrazioni di Ames è una stanza in cui tutto è pendenza : pareti, soffitto, pavimento.

Ma tutte le distorsioni sono calcolate in modo che alla vista l'una annulli l'altra: la stanza veduta attraverso il buco della serratura appare una qualsiasi stanza parallelepipeda.

Un uomo d'alta statura cammina da una parte della stanza a un'altra.

Ed ecco che vi si rimpicciolisce sotto gli occhi. Il soffitto della stanza è più alto nell'angolo in cui è lui che in quello dove siete voi e ciò fa sembrare l'uomo più basso.

Che cosa dimostra tutto ciò?

Dimostra fino a che punto la nostra vista è influenzata dall'esperienza dell'abitudine.

L'occhio in realtà vede soltanto macchie di colore e di luce.

La mente dice che cosa sono; e la mente non ha per basarsi che le esperienze trascorse.

Le stanze sono parallelepipede : secondo la nostra esperienza questa è una verità indiscutibile.

Perciò quando l'uomo attraversa quella stanza siamo più disposti a vederlo rimpicciolirsi che a vedere una stanza di una stramberia così diabolicamente congegnata. 

Come spiegare non tanto l'occhio ma il "vedere" del cervello dietro l'occhio?

E' questa la meraviglia delle meraviglie, tanto usuale per noi che ce ne dimentichiamo continuamente.

E' inevitabile che molte cose possano capitare ad un organo tanto complesso come l'occhio umano.

Come l'oculista esamina i nostri occhi?

Anzitutto si stabilisce se abbiamo una buona vista binoculare, ovvero se gli occhi funzionano insieme e le due immagini separate si fondono bene per formarne una sola, netta e chiara.

Il paziente guarda attraverso due tubi, l'occhio sinistro vede il disegno di un uccello, l'occhio destro quello di una gabbia.

Quando le due immagini arrivano al cervello, l'uccello deve essere in gabbia, altrimenti può accadere che i muscoli degli occhi non siano ben coordinati.

Se un occhio non centra la visione nel modo dovuto si potrebbe trattare di diplopia (vedere doppio).

Inoltre come è la nostra visione periferica cioè quello che vediamo con la coda dell'occhio?

E' importante.

Quando guardiamo un'auto ad esempio puntiamo gli occhi sulla strada che abbiamo avanti ed è la visione periferica a farci scorgere un carretto che sta per sbucare da una strada laterale.

Per fare questo esame ad es. il paziente è seduto in una stanza oscurata, concentrando la vista su una croce bianca al centro di uno schermo nero.

L'esaminatore sposta alcuni oggetti dalla periferia dello schermo al centro fino a che il paziente non li scorge.

La prova scopre anche i punti ciechi cioè piccole zone in cui non si vede.

Una delle prove più note è la misura dell'acutezza visiva, cioè la nettezza con cui una immagine è messa a fuoco sulla retina.

Se l'occhio ha forma leggermente allungata il fuoco perfetto si ha davanti la retina: questa è la miopia, in cui si vede meglio da vicino.

Se l'occhio invece è un pò appiattito il fuoco perfetto si ha dietro la retina : questa è l'ipermetropia in cui si vedono meglio le cose lontane.

Qualche volta la cornea può avere una curvatura imperfetta e quindi i raggi di luce che penetrano nell'occhio non sono deviati al fuoco giusto; si ha allora una distorsione dell'immagine, che somiglia a quella degli specchi ondulati dei parchi di divertimento: questo è l'astigmatismo.

Il modo abituale per effettuare la misura dell'acutezza visiva è quello di porre il paziente di fronte ad una tabella ottometrica decimale (ottotipo) e di chiedergli di leggere le successive righe di lettere sempre più piccole cominciando dall'alto dove le lettere sono più grandi, usando un occhio alla volta.

Di regola la tabella dista 5 metri; se a tale distanza il paziente riesce a leggere la decima riga con ambedue gli occhi ha un'acutezza visiva perfetta cioè 10/10 per occhio; se invece riesce a leggere soltanto la quinta riga la sua acutezza visiva è di 5/10.

Se l'acutezza visiva è difettosa il medico ha un ingegnoso sistema per determinare che tipo di occhiali occorrono al paziente.

L'accomodazione è la proprietà dell'occhio di poter vedere sia gli oggetti vicini sia quelli lontani. Il mezzo di cui si avvale l'occhio per la messa a fuoco è il cristallino.

Con l'età il cristallino tende ad indurirsi e perde molta della sua capacità di mettere a fuoco gli oggetti.

Allora divengono confusi sia gli oggetti vicini sia quelli lontani.

Dopo ulteriori esami per la visione dei colori, per la sensibilità retinica ed altri, l'oculista ha un quadro completo della vista del soggetto.

Allora osserverà l'occhio per vedere se vi sono malattie o lesioni, come cicatrici nella cornea, infezioni, infiammazioni o altre patologie come tumori, diabete, disturbi renali, l'altra pressione sanguigna, la sclerosi, etc.

Ciò è possibile perché si possono vedere le singole cellule del sangue mentre passano attraverso i minuscoli capillari.

Per effettuare l'esame del fondo dell'occhio l'oculista fa dilatare la pupilla con una sostanza chimica sotto forma di collirio, spalancando così la finestra sull'interno.

Con l'interno dell'occhio illuminato si controlla se nel cristallino c'è una traccia di nebulosità che può indicare un inizio di cataratta.

Un'altra parte importante dell'esame dell'interno dell'occhio è l'ispezione della retina per accertare ad esempio se si distacchi in qualche punto dal globo oculare.

Questa è una delle principali cause di cecità e se scoperta in tempo è spesso curabile.

Nell'esame completo dell'occhio è inclusa un'altra prova importante.

Di solito un umore, trasparente come l'acqua, è continuamente secreto e poi drenato via nell'interno dell'occhio.

Qualche volta i canaletti di uscita di restringono e ne risulta un aumento della pressione del globo oculare.

Se non si provvede ciò può ledere la terminazione del nervo ottico e la retina : questo è il glaucoma, nei casi più gravi può causare la cecità in 48 ore ma di solito riduce progressivamente la vista in un periodo che dura lunghi mesi o anni. Una delle caratteristiche peggiori del glaucoma è che agli inizi i sintomi mancano o sono minimi; vista leggermente confusa, aloni attorno alle luci.

Fortunatamente gli oculisti possono accertare i lievi aumenti della pressione endo-oculare con un apposito strumento.

Si anestetizza una zona del globo oculare e lo strumento poggiato contro di essa registra la pressione all'interno.

Se il glaucoma è diagnosticato precocemente le cure sono spesso semplici : gocce per allargare i canali che si sono ristretti o farmaci per facilitare l'assorbimento del liquido in eccesso.

Negli stadi avanzati si aprono chirurgicamente nuovi canali di drenaggio.

E' pericoloso sforzare gli occhi?

Non sembrerebbe che vi siano prove concrete che ciò possa provocare danni permanenti.

Durante una giornata di lettura ad es. i muscoli degli occhi potranno contrarsi e distendersi 100.000 volte.

Si stancano come tutti gli altri muscoli del nostro corpo ma si riprendono presto col riposo.

L'affaticamento visivo è  un sovraccarico dell’apparato visivo. I sintomi sono bruciore, lacrimazione, secchezza oculare, senso di corpo estraneo, fastidio alla luce, dolore oculare e mal di testa, visione annebbiata o sdoppiata, frequente chiusura delle palpebre e stanchezza alla lettura.

Sono disturbi che si manifestano in chi è sottoposto a stress visivo e possono causare vere e proprie malattie. 

Oggi è dimostrato che uno stress continuativo per lavoro al videoterminale può provocare disturbi anche alle persone sane.

Ogni volta che si osserva un oggetto vicino si impegnano sia i muscoli esterni sia quelli interni all’occhio per metterlo a fuoco.

In sostanza, per vedere vicino si esegue uno sforzo che non avviene per vedere lontano.

La presenza di difetti visivi non corretti o mal corretti (occhiali non idonei) l’apparato visivo viene maggiormente sollecitato.

Per esempio, chi ha uno strabismo latente deve fare uno sforzo maggiore per "tenere insieme" i due occhi; per questa ragione il difetto può accrescersi (strabismo manifesto).

La visita oculistica agli operatori di videoterminale, oltre ad avere una funzione di screening per le malattie della retina o del glaucoma, comprende dei test per la valutazione della messa a fuoco (refrazione) e la capacità dei due occhi di lavorare insieme.

La distanza ottimale da mantenere con il monitor è 45-70 cm.

È utile non avvicinarsi comunque più di 40 cm, aumentando piuttosto il corpo dei caratteri od ingrandendo la pagina sullo schermo.

Soprattutto nel caso si adoperino lenti multifocali (progressive), è utile mantenere i testi cartacei alla medesima altezza rispetto al monitor, utilizzando un leggìo portadocumenti.

Dopo i 45 anni di età si comincia a far fatica a focalizzare da vicino perché i muscoli interni all’occhio perdono di elasticità (presbiopia).

I presbiti riescono ad utilizzare agevolmente il video quando l’occhiale per vicino sia appositamente designato.

Anzitutto l’ampiezza della lente deve essere maggiore della classica lunetta, altrimenti per osservare il monitor si è costretti ad alzare il mento.

Va specificata all’oculista la distanza a cui si trova il proprio schermo, perché potrebbe essere necessaria una correzione diversa da quella normale di lettura qualora le due distanze non corrispondessero.

Questo problema, associato alla scarsa praticità del togli e metti quando si alterna lo sguardo con il lontano (ad esempio chi dialoga con il pubblico), può essere ovviato utilizzando lenti multifocali.

La legge prevede 15 minuti di pausa ogni 2 ore di attività, durante la quale è consigliabile sgranchirsi le braccia e la schiena, senza impegnare gli occhi. 

Gli effetti più benefici si hanno quando, durante le pause, si rivolge lo sguardo su oggetti lontani, meglio se fuori dalla finestra.

Un'azione benefica per gli occhi è quella di effettuare frequenti riposi per chi lavora a terminali, con sciacqui del viso con acqua tiepida e subito dopo fredda, applicazione di appositi colliri riposanti e decongestionanti.

Per meno affaticare la vista meglio dei monitor CRT sono gli LCD perché non si è sottoposti alla frequenza di scansione del tubo catodico (anche con una alta frequenza di scansione comunque il terminale a tubo catodico è generalmente più faticoso e con maggiore emissione di radiazioni di un monitor a cristalli liquidi LCD).

E' consigliabile almeno un monitor da 17".

Con quale frequenza farsi un esame della vista?

I medici consigliano almeno un esame prima di far cominciare le scuole ai bambini : alla loro età i difetti più gravi sono meglio curabili.

Da allora fino ai 40 anni sarà necessario farsi esaminare gli occhi una volta che se ne senta la necessità.

Dopo i 40 è buona regola andare dall'oculista almeno una volta ogni due anni.

Un anello bianco attorno all'iride (ovvero la parte colorata dell'occhio) può indicare un deposito di grassi, segno che nel sangue possono essercene troppi e può essere indice di colesterolo alto.

Fare un esame del sangue!

Se invece la parte bianca dell'occhio tende al giallognolo è uno dei sintomi più noti di un possibile problema al fegato.

Per preservare la salute degli occhi è quindi essenziale la prevenzione effettuando periodiche visite dall'oculista.

Le borse sotto gli occhi possono efficacemente essere combattute con l'assunzione di circa 2 litri di acqua al giorno.

Ottimi integratori appositamente studiati per la salute per gli occhi sono Pro Vision Pierpaoli e Blueberry Hyaluronic Acid Liquid.

Altri integratori per il mantenimento della salute degli occhi possono essere : assumere adeguata quantità di acqua durante il giorno, integratori di vitamina A e betacarotene, integratori di vitamina E (fonte naturale è l'olio di germe di grano ad es. l'ottimo di Naturdieta), la vitamina C, vitamine del complesso B, integratori di antiossidanti, integratori di mirtillo (ad es. l'ottimo di Naturdieta), l'olio di carota (ad es. l'ottimo di Naturdieta), integratori dei carotenoidi luteina e zeaxantina, integratori di bioflavonoidi, Astaxanthin Integratore di Axantina.

La modesta spesa di un esame degli occhi è un piccolo sacrificio per proteggere quello che molti considerano il bene più prezioso dell'uomo.

 
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