Alcune sostanze in esso contenute provocano effetti benefici negli organi.
Naturalmente, come per ogni alimento, è necessario non farne abuso e non consumarne una quantità smoderata, se non si vogliono ottenere inconvenienti dovuti all'abuso.
L'abitudine a consumarlo quotidianamente non comporta assuefazione anche dopo lunghi periodi.
Il caffè infatti, e' una sostanza che agisce, in generale, sui centri nervosi, provocando un senso di benessere generale, spronando ad essere maggiormente vigili ed attivi sul lavoro non solo fisico, ma anche e soprattutto in quello che richiede maggiore prontezza di riflessi.
Tale stimolazione proviene dalla caffeina, in combinazione con l'acido caffettaninnico (miscela di vari acidi tra cui l'acido clorogenico e l'acido caffeico).
La caffeina, alcaloide che Runge scoprì nel 1820, si trova oltre che nel seme anche nelle foglie della pianta di caffè, the, cacao, cola, matè.
Ecco perché in alcuni paesi (Isola di Sumatra, ad esempio), si fa uso di decotti del fogliame torrefatto.
Una tazzina di caffè contiene circa 5 mg. di caffeina e la sua azione eccitante, che si protrae da una a due ore dopo averla bevuta, agendo sul sistema nervoso cerebro-spinale, provoca un risveglio delle facoltà mentali, allontana la sonnolenza, la noia, la stanchezza, anche quella psichica, gli stati depressivi, potenzia le capacità della memoria, dell'apprendimento, dell'intuizione e della concentrazione, facilita la percezione degli stimoli sensoriali, attenua le cefalee e le emicranie.
Inoltre, la caffeina potenzia il tono arterioso, senza alterare la pressione, migliorando anche la circolazione delle coronarie. Va tenuto presente che le azioni sul cuore sono del tutto secondarie, e non sono rilevabili nelle dosi usuali di 2 - 3 tazzine. Ciò vale soprattutto per quelle che possono essere considerate le azioni negative, cioè la tachicardia.
Anche i polmoni beneficiano dell'azione stimolante della tazzina di caffè : in essi si determina un potenziamento della dilatazione dei bronchi e della ventilazione polmonare, che facilitano una migliore respirazione. A livello della muscolatura dello scheletro il caffè potenzia la capacità di contrazione muscolare, riduce la stanchezza, migliora il coordinamento dei movimenti e il rendimento sportivo. Per questa sua azione tonica sulla muscolatura il caffè è indicato per gli sportivi, perché allevia la stanchezza, specialmente negli sport di lunga durata, quando maggiormente la fatica si impadronisce del fisico ed i movimenti tendono a farsi pesanti.
Sul gran simpatico stimola i nervi vasomotori e dunque facilita la digestione.
Nel fegato attiva la produzione della bile e la contrazione della cistifellea. Negli intestini coadiuva i movimenti, migliorandone le funzioni. Altri effetti positivi della buona tazza di caffè si riflettono sulle reni, dove si ottiene la dilatazione delle arterie renali ed il conseguente potenziamento della diuresi.
Sulle ghiandole endocrine stimola la secrezione delle surrenali (corteccia/cortisone, ecc.; midollare/adrenalina), ed infine stimola la funzione tiroidea ed il metabolismo.
Secondo il National Institute od Diabetes and Digestive and Kidney Diseas americano, il caffé riduce i rischi di tumore al fegato; previene il tumore al colon-retto secondo studi dell'Università della Pennsylvania; riduce del 69% la probabilità di diabete di tipo 2 secondo una ricerca dell'Università della California; tiene lontano il morbo di Parkinson inattivandolo secondo una ricerca del National Health Institute americano; ha una azione broncodilatatoria aiutando l'asma secondo secondo una studio condotto dalla St George's Hospital Medical School di Londra; secondo l'Inran italiano ha una funzione digestiva, col movimento aiuta a dissipare le calorie ed aiuta a contrastare la cirrosi epatica e calcolosi biliare.
Quando si beve il caffé, il cervello rilascia dopamina, un neurotrasmettitore del benessere. Entro 45 minuti la caffeina, stimolando il sistema nervoso centrale, fa secerbere adrenalina alle ghiandole surrenali e lo stato di vigilanza aumenta.
Con o senza caffeina il caffé sembrerebbe essere una ricchissima fonte di antiossidanti, anche più di frutta e verdura: all'Università di Scranton in Pennsylvania si è studiata tale proprietà. Ovviamente ogni abuso di caffé annullerebbe in rapporto ogni benefico effetto!
Uno studio dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione ha scoperto nel caffé alcuni antiossidanti che evitano al colesterolo cattivo di diventare ancora più dannoso. Sono composti fenolici che impediscono l'ossidazione del colesterolo ldl, scongiurando il rischio che si modifichi e che attacchi le pareti dei vasi portando all'arteriosclerosi.
Alcuni studi che dimostrano la relazione tra caffeina e crescita dei capelli. In ogni caso non serve bere tanti caffè : i ricercatori avrebbero stimato che servirebbero circa 60 tazzine di caffé per raggiungere i follicoli dei capelli!
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