ACIDI GRASSI POLINSATURI ESSENZIALI, OMEGA-3, OMEGA-6, CLA (acido linoleico coniugato)

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Gli acidi grassi Gli Omega-3 Gli Omega-6
L'acido gamma Linolenico Effetti degli Omega-3 Gli acidi Trans
Proprietà di alcuni oli alimentari Effetti della carenza di acidi grassi Acidi grassi nell'ateriosclerosi
L'acido linoleico o CLA Omega-3 e Omega-6 negli alimenti Integrare la dieta con acidi grassi essenziali
Acidi grassi e capelli Integratori di acidi grassi essenziali Studi e Bibliografia

Due acidi grassi insaturi sono necessari alla vita: l'acido linoleico (un acido 6 omega) e l'acido linolenico (un acido 3 omega).

Essi sono indispensabili per la produzione di energia, per la formazione delle membrane cellulari, per il trasferimento dell'ossigeno dall'aria al sangue; per la sintesi di emoglobina, per la funzione delle prostaglandine, per il corretto equilibrio ormonale e per la produzione ormonale (ad esempio del testosterone).

La carenza di questi acidi produce astenia, pelle secca, deficit immunitario, ritardo della crescita, sterilità.

L’organismo non riesce a produrre gli acidi grassi essenziali linoleico e linolenico.

I grassi omega-3 si trovano nei pesci grassi, come il salmone, mentre quelli omega-6 in oli quali: l'olio di lino spremuto a freddo, l'olio di mais, di soia e di girasole.

GLi oli di girasole, mais, soia e colza fanno bene alla salute, in particolare al cuore e ai vasi sanguigni; lo sostiene uno studio svolto dalle Università del Missouri e dell'Illinois : i ricercatori sono giunti alla conclusione che tali effetti positivi sono dovuti alla ricca presenza di acido linoleico, le cui proprietà anticolesterolo sono riconosciute. Non più però di 4 cucchiaini al giorno.

Gli acidi omega-3 aiutano persino a difendere il cervello dai disturbi da deficit di attenzione : uno studio pubblicato dal Nutrition Journal dimostra che assumere 2,5 grammi di Omega-3 al giorno (ad es. un etto di acciughe) migliora il funzionamento dei neurotrasmettitori, la comunicazione tra le cellule del cervello e soprattutto aumenta la concentrazione.

L’acido arachidonico può essere sintetizzato dall’acido linoleico se esso è fornito all’organismo in quantità sufficiente dalla dieta.

Il germe di grano, i semi, gli oli vegetali come quello di cartamo, di girasole, di soia, di colza (il migliore per un buon equilibrio di omega 3 e omega 6) e mais, sono tutti acidi grassi polinsaturi omega 6, che contengono acido linoleico.

L’olio di fegato di merluzzo e i pesci grassi contengono acidi grassi insaturi linolenici e sono una buona fonte di acidi grassi omega 3.

L’olio di lino contiene grandi quantità di acidi grassi omega 3 e può essere mischiato con gli oli che contengono omega 6 per un equilibrio più sano.

L'acido 3 omega si trova nel pesce, l'acido linoleico si trova nell'olio di girasole e di mais.

Il loro fabbisogno è di 9 a 18 gr al giorno per l'acido linoleico, per l'acido linolenico è da 2 a 9 grammi al giorno.

Gli acidi grassi polinsaturi come l'acido gamma linolenico sembrano regolare l'azione degli ormoni androgeni sui recettori delle cellule interessate.

In particolare l'acido gamma linolenico pare essere un potente inibitore della 5-alfa-reduttasi.

Una dieta a base di pesce e di acidi grassi polinsaturi omega-3 è associata ad un ridotto rischio di infarto trombotico.

Gli acidi grassi polinsaturi assenziali Omega-3 e Omega-6, essendo vitamine liposolubili, devono essere fornite dall'alimentazione perché non vengono sintetizzate dall'organismo.

Gli acidi grassi polinsaturi Omega-6 sono di origine vegetale, mentre gli acidi grassi polinsaturi Omega-3 sono prevalentemente di origine ittica (pesce).

Gli acidi grassi Omega-6 si trovano nel latte materno e sono particolarmente abbondanti in due piante: nella Borrago officinalis e nell'Oenothera biennis o Primula notturna.

Una buona fonte di acidi grassi polinsaturi Omega-3 è data invece dal puro olio di pesce artico, ricco tra l'altro anche di vitamine A e D.

Lo studio delle diete comparate tra le popolazioni esquimese e quelle occidentali ha messo in evidenza che il consumo di acidi grassi essenziali Omega-3 permette di rimuovere il colesterolo in eccesso e ridurre i livelli ematici di trigliceridi.

Queste preziosissime sostanze rappresentano quindi un presidio terapeutico di massima importanza, in quanto carenze di acidi grassi portano profonde alterazioni biologiche in diversi organi e tessuti: come ad esempio l'alterazione della cute con desquamazione, turbe dell'accrescimento e della riproduzione.

Gli acidi grassi essenziali sono coinvolti nella sintesi delle prostaglandine, le quali giocano un ruolo in numerose funzioni dell'organismo: la sintesi degli ormoni, la immunità, la vasocostrizione, la regolazione del dolore e dell'infiammazione.

Le prostaglandine sono suddivise in tre gruppi principali: quelle della serie 1 e 3 sono considerate benefiche, mentre quelli della serie 2 hanno effetti dannosi.

Gli acidi 3 omega sono i precursori della serie 3, l'acido linoleico (omega 6) sintetizza la prima o la seconda serie di prostaglandine, il tipo di grassi degli oli può influenzare la sintesi delle benefiche prostaglandine di prima serie o delle dannose prostaglandine di serie 2.

Le prostaglandine di prima e terza serie sono vasodilatatrici, modulano la coagulazione,abbassano il colesterolo ldl, aumentano il colesterolo hdl, svolgono azione antinfiammatoria.

La seconda serie di prostaglandine ha l'effetto opposto.

Il rapporto tra le varie serie di prostaglandine è determinato dalla dieta e può determinare un aumento del rischio di malattia.

In particolare gli Omega 3 :

L’integrazione con olio di pesce è adeguata per la giusta tutela dell’attività articolare e la cura dei problemi attinenti a questi apparati ossei.

Indagini di tipo epidemiologico hanno convalidato il merito dell’attività dell’olio di pesce in opposizione a problemi articolari.

Sono stati eseguiti studi su popolazioni aventi una nutrizione ricca di pesce e sono state individuate mutazioni meno ripetute e non caratterizzate da evidenze da irritazioni consolidate.

La funzione mediante la quale l’EPA (acido eicosapentaenoico) ed il  DHA (omega-3) sono in grado di disciplinare con efficacia le infiammazioni, consiste nella loro specifica funzione di anticipatori di mediatori sostanziali dell’ irritazione come le prostaglandine, i leucotrieni ed altre sostanze che regolano i sistemi ormonali.

L’acido arachidonico (omega-6), L’EPA ed il DHA (omega-3) sono operanti nella membrana fosfolipidica dei linfociti, nuclei che danno un efficiente apporto alla risposta immunitaria del corpo umano.

Con il verificarsi  di un’evento esterno , i linfociti possono reagire liberando acido arachidonico oppure EPA e DHA che  vengono modificati, in un’altro momento,  nelle equivalenti sequenze di eicosanoidi.

Gli eicosanoidi che si originano dagli acidi grassi della serie omega-3, sono solitamente meno rilevanti se comparati a quelli generati dagli acidi grassi della serie omega-6.

Gli eicosanoidi della serie 2 e 4, originati dagli omega-6, portano  ad una produzione notevole  di citochine  che sono le responsabili della  messa in funzione delle diverse fasi della risposta immunitaria.

L’intervento di citochine in sovrabbondanza,  può  causare risposte sproporzionate da parte del nostro corpo, che si esprimono nella conclamazione dell’infiammazione mentre, se si instaura una dieta bilanciata, sussiste un’adeguato impiego di acido eicosapentaenoico  e omega-3 nelle membrane cellulari e si rileva una produzione di citochine irrilevante e quindi  anche una replica adeguata da parte degli altri nuclei del sistema immunitario.

Ne deriva una risposta antinfiammatoria  appropriata ed una diminuzione dei segnali dolorosi ad essa correlati.

Oltre a limitare la possibilità d’intervento di principi attivi che ricoprono l’incarico di trasmettitori chimici, gli acidi grassi omega-3 regolano un’altro artefice di notevole interesse nella riduzione dell’infiammazione : la predisposizione delle unità biologiche ad aggregarsi tra di loro.

E’ noto che le dolenze delle articolazioni e le patologie ad esse connesse, manifestano una sintomatica componente flogistica.

Tale forma è in grado di usufruire ampiamente dell’alimentazione suppletiva  con acidi grassi omega-3.

Sono state esaminate  numerose ricerche cliniche per appurare l’autenticità scientifica degli studi primari.

L’artrite reumatoide è una delle malattie più importanti per la stima dei risultati effettivi degli acidi grassi omega-3 sulle giunture poichè , in qualità di patologia autoimmune, è caratterizzata da una rilevante attività della risposta immunitaria che si indirizza anche contro i tessuti stessi dell’organismo. 

Essa denota un considerevole stadio di eccitabilità immuno-mediata e rappresenta un valido test per l’azione degli acidi grassi omega-3 in questo settore.

Una ricerca pubblicata da Psychosomatic Medicine evidenzia che i grassi omega-3 aiutano anche a mettere un freno al nervosismo.

Lo studio ha dimostrato che bassi livelli di questi grassi aumentano il rischio di soffrire di nevrosi.

Inoltre un apporto abbondante di omega-3 aumenta i livelli di serotonina e dopamina, i cosiddetti ormoni del buonumore.

Gli acidi grassi omega-3 a lunga catena (ed in particolare l’acido eicosapentenoico, o EPA, e l’acido docosaexenoico, o DHA, che sono i composti di questa famiglia veramente importanti per l’organismo) sono presenti in quantità assai ridotte in gran parte degli alimenti più comuni con la sola eccezione del pesce e dei suoi derivati.

L’uso di alimenti arricchiti in omega-3 permette tra l’altro di elevare selettivamente il rapporto omega-3/omega-6 nella dieta, attualmente intorno a 1:10 nella nostra società e che dovrebbe invece essere ricondotto, secondo le vedute più moderne, a circa 1:5.

 Alla luce di questo  è probabilmente opportuno aumentare l’apporto di acidi grassi omega-3, insufficiente nella dieta di gran parte delle popolazioni del mondo occidentale.

Ciò si può ottenere sia attraverso un aumento del consumo di alimenti ricchi in questi composti, sia mediante l’uso selettivo di prodotti supplementati in acidi grassi omega-3 soprattutto di EPA+DHA (che rappresentano le specie chimiche di cui l’organismo ha bisogno).

Questi nutrienti sono indispensabili all'organismo e non possono essere sintetizzati all'interno dello stesso.

Sono reperibili in vegetali oleosi e oli di origine vegetale, pesce e olio di pesce.

Sono difficili da conservare perché si ossidano facilmente e si degradano nella lavorazione a caldo dei cibi.

Sono distrutti quando i grassi vengono idrogenati (produzione di margarine). L'acido linoleico (omega 6 o n-6) si trova in molti oli vegetali.

L'acido alfa-linolenico o ALA (omega 3 o n-3) è piuttosto raro, si trova in basse quantità nei più comuni oli vegetali. L'olio di lino ne è particolarmente ricco. L'ALA (n-3) viene convertito nell'organismo negli acidi grassi a più lunga catena n-3 EPA e DHA.

L'acido arachidonico è comune in molti grassi animali e olio di pesce.

L'olio di pesce ha dimostrato di poter aumentare i livelli di superossi dismutasi (SOD), un'importantissimo antiossidante prodotto dall'organismo.

Dall'acido arachidonico si generano per via enzimatica nell'organismo le prostaglandine.

L'olio di lino è particolarmente ricco di acidi grassi n-3 (è l'alimento più ricco in assoluto di Omega-3!), ma scarseggia in n-6.

L'olio di girasole è ricco in n-6.

Una miscela molto bilanciata è costituita dagli oli ricavati dai seguenti semi: lino, girasole, sesamo, germe di riso, germe di grano, germe di avena.

Anche la semplice miscela di olio di lino e di olio di girasole ha un apporto abbastanza bilanciato di acidi grassi essenziali.

Apporto giornaliero di acidi grassi essenziali consigliato: da 4,2 a 14 g o più, dipendentemente dal tipo di acido grasso (per esempio, 5 g di ALA dovrebbero essere convertiti in 200 mg di DHA). La FAO/WHO (1994) raccomanda un rapporto di acidi grassi n-6:n-3 di 5:1-10:1 (da 5 a 10 parti di n-6 e una parte di n-3).

L’atomo di carbonio all’estremità metilica della catena è detto omega.

La posizione del primo doppio legame rispetto al carbonio omega definisce la tipologia dell’acido grasso; se il primo doppio legame è situato a livello dell’atomo di carbonio numero 3, allora l’acido grasso appartiene alla famiglia OMEGA-3, se invece si colloca a livello del carbonio numero 6, allora avremo un OMEGA-6.

Composizione in acidi grassi n-6 e n-3 dei più comuni oli e grassi alimentari (naturali e non idrogenati):

olio di arachidi: n-6 = 30%, n-3 = 0

olio di soia: n-6 = 54%, n-3 = 7%

olio di oliva: n-6 = 8%, n-3 = 1%

olio di mais: n-6 = 61%, n-3 = 1%

olio di girasole: n-6 = 78%, n-3 = 0

olio di lino: n-6 = 17%, n-3 = 52%

olio di riso: n-6 = 34%, n-3 = 1,5%

burro: n-6 = 2%, n-3 = 2%

lardo: n-6 = 11%, n-3 = 1%

Il processo di idrogenazione (per esempio produzione di margarina) distrugge la maggior parte di acidi grassi polinsaturi e provoca la formazione di acidi grassi TRANS.

Da notare che gli acidi grassi essenziali sono esclusivamente di tipo CIS (il fatto che gli acidi grassi siano di tipo CIS o TRANS dipende dalla posizione dei doppi legami nella catena dell'acido grasso.

Nei grassi naturali la quasi totalità degli acidi grassi è in forma CIS).

Occorre in ogni caso molta prudenza nell'uso degli acidi grassi TRANS, infatti questi acidi grassi, che si formano solitamente nei processi di idrogenazione degli oli, sono solitamente dannosi alla salute e tendono ad essere ridotti il più possibile nell'alimentazione umana.

 

Proprietà di alcuni oli alimentari (in breve):

Nota: tutti gli oli contenenti acidi grassi insaturi hanno azione (più o meno) anticolesterolo.

Olio di Riso: olio mediamente insaturo con proprietà antiossidanti e anticolesterolo superiori ad altri oli più insaturi. Contiene fitosteroli, vitamina E e orizanolo, attivo appunto nella riduzione del colesterolo.

Olio di oliva extravergine: ricco di acidi grassi monoinsaturi (acido oleico), ha proprietà antiossidanti e anticolesterolo.

Oli di girasole, soia e mais: ricchi di acidi grassi polinsaturi n-6. Con azione anticolesterolo.

Olio di lino: ricchissimo in acidi grassi n-3. Con azione anticolesterolo.

Olio di perilla: ricchissimo in acidi grassi n-3 (fino al 50%). Con azione anticolesterolo.

Olio di borragine: ricco in acido gamma linolenico o GLA. Il GLA è un acido polinsaturo n-6 con effeti benefici per la salute, tra cui una riconosciuta azione antinfiammatoria.

Olio di oenothera biennis (evening primorse): ricco in acido gamma linolenico o GLA.

 

Il fabbisogno di acido linoleico aumenta in proporzione alla quantità di grassi solidi ingeriti.

Se l’assunzione di grassi saturi è alta può manifestarsi una carenza di acido linoleico nonostante l’inserimento di olio nella dieta e un aumentato consumo di cibi come burro, panna e grassi saturi aumenta il fabbisogno di acidi grassi insaturi.

Anche un’eccessiva alimentazione a base di carboidrati aumenta il bisogno di acidi grassi insaturi.

Quando vi è una quantità sufficiente di acido linoleico nella dieta, gli altri due acidi grassi essenziali possono essere sintetizzati da esso.

Per ottenere i massimi benefici dagli acidi grassi insaturi li si dovrebbe prendere con la vitamina E all’ora dei pasti.

Ciò assicura un migliore assorbimento. Inoltre, è importante che quando aumenta la quantità di grassi e oli venga aumentato anche il dosaggio di vitamina E.

Non vi sono effetti tossici conosciuti degli acidi grassi insaturi; comunque quantità eccessive di grassi saturi possono causare disturbi metabolici e un anormale aumento di peso.

 

Una carenza di acidi grassi insaturi può essere responsabile di capelli fragili e opachi, fragilità delle unghie, forfora e predisposizione ad allergie in genere.

Inoltre, una carenza di acidi grassi insaturi può provocare diarrea, vene varicose, magrezza eccessiva e calcoli alla cistifellea.

Disturbi alla pelle, come eczema, acne e pelle secca sono anch’essi associati ad una carenza di acidi grassi insaturi; anche malattie come disturbi cardiaci, anomalie del sistema circolatorio e dei reni sono state associate ad un metabolismo difettoso dei grassi.

Gli acidi grassi insaturi sono stati usati nel trattamento di ulcere esterne, specialmente quelle alle gambe, con buoni risultati.

Questi possono essere anche usati oralmente ed esternamente nel trattamento di eczema infantile e dell’eczema non allergico che si manifesta negli adolescenti e negli adulti.

Anche la psoriasi può beneficiare di un trattamento a base di acidi grassi insaturi.

L’acido arachidonico è efficace nella cura delle dermatiti.

L’acido linoleico è utile nel ristabilire la crescita.

La febbre da fieno è stata curata con buoni risultati con gli acidi grassi insaturi.

Essi sono inoltre importanti per la prevenzione ed il trattamento dell’asma bronchiale e dell’artrite reumatoide.

Gli acidi grassi insaturi sono stati somministrati per prevenire disturbi cardiaci.

Essi mantengono stabile il livello di colesterolo e prevengono la formazione di depositi solidi nel lume dei vasi sanguigni o sotto la pelle.

 

Questo è molto importante specialmente per pazienti affetti da aterosclerosi.

Tali acidi grassi aiutano ad evitare l’aumento della pressione del sangue e l’indurimento delle arterie, dato che diminuiscono il tasso di colesterolo nel sangue.

Gli acidi grassi insaturi hanno contribuito a prevenire diarrea e obesità e si sono dimostrati efficaci nella prevenzione di disturbi alla prostata.

Chiunque abbia problemi alla cistifellea oppure ne abbia subito l’asportazione, ha la necessità di assumere bile extra nella forma di integratore alimentare, in modo da assicurare una adeguata scomposizione dei grassi.

 

Un particolare Omega-6 è il CLA (o acido linoleico coniugato).

La fonte primaria di CLA è rappresentata dal latte, dai latticini e dalla carne di bovino adulto, vitello, pollo, maiale ed agnello.

Esistono comunque anche fonti vegetali di CLA quali ad esempio, alcuni olii ( soprattutto, quello di girasole e di cartamo).

Negli ultimi trent'anni l'assunzione di CLA con la dieta è diminuita drasticamente per due motivi fondamentali.

In primo luogo in seguito all'ondata salutistica che ha giustamente coinvolto tutto il mondo occidentale, il consumo di carni suine e di derivati del latte è diminuito di molto.

Secondariamente, le tecniche moderne di allevamento del bestiame, hanno gradualmente condotto alla sostituzione della erbe di pascolo, con mangimi di produzione industriale e non sempre ricchi di acido linoleico naturale.

Alcune ricerche indicano che il CLA promuove la riduzione di grasso corporeo e lo sviluppo della massa magra.

La prima sperimentazione clinica, mirata alla valutazione delle proprietà del CLA, è stata condotta nel 1997.

Questo studio a doppio ceco della durata di 90 giorni, ha mostrato un decremento medio della massa grassa pari al 20%,non accompagnato da alcun cambiamento significativo del peso corporeo.

Un'altra ricerca dello stesso tipo, condotta all'Università del Wisconsin, ha messo in evidenza un leggero incremento ponderale, sia nei soggetti ai quali era stato somministrato CLA sia in quelli che avevano assunto, a loro insaputa, un placebo. Mentre nei secondi era la massa grassa ad essere aumentata, in quelli che avevano assunto CLA (ovvero nei primi) al contrario, l'incremento ponderale era dovuto esclusivamente ad un potenziamento della massa magra.

E' comunque importante sottolineare che l'uso del CLA come fattore coadiuvante nel controllo del peso corporeo, deve essere sempre associato ad una dieta equilibrata ed ad una moderata ma costante attività fisica.

I primi risultati sono normalmente visibili dopo sei settimane.

La ricerca scientifica ha procurato interessanti dati su altre possibili benefiche proprietà del CLA riguardanti soprattutto la funzione immunitaria, il sistema cardiovascolare, la salute della ossa, il tasso glicemico e la ripartizione dei principi nutritivi nel nostro organismo.

Poiché l'assunzione di CLA con una normale dieta si è dimostrata insufficiente, e peraltro non è nemmeno del tutto auspicabile incrementare il consumo di alimenti quali la carne o i latticini, è dunque maggiormente consigliabile l'introduzione di CLA sotto forma di integratori dietetici.

La dose consigliata dipende dalla specifica finalità e dalle formulazioni, se, ad esempio lo scopo e quello di incrementare la massa magra e quindi si utilizzano formulazioni contenenti per il 75% CLA, la dose ad es. potrebbe essere di 1000 mg tre volte al giorno. In generale le dosi possono variare dai 3 ai 5 g /die.

Una supplementazione con olio di pesce aiuta a prevenire la perdita di massa muscolare e di peso tipiche delle persone sottoposte a chemioterapia : da uno studio canadese pubblicato su Cancer, si è visto che il 69% dei pazienti con nuova diagnosi di tumore al polmone che avevano ricevuto l'integrazione, aveva mantenuto o addirittura guadagnato massa muscolare; un risultato importante perché la riduzione dei muscoli può a lungo andare diminuire la sopravvivenza.

Non sono ancora stati riportati particolari effetti collaterali per assunzioni di CLA pari a quelle normalmente consigliate.

In prove di laboratorio condotte su animali, dosi da 50 a 80 volte superiori al normale introito giornaliero non hanno evidenziato effetti collaterali degni di nota.

Per la prevenzione delle patologie cardiovascolari sinergie possibili con: Resveratrolo, OPCs (acini d'uva - Thè verde ), acidi grassi omega tre, Rhododendron caucasicum, Lievito di riso rosso (Monascus purpureus), Guggul (Commiphora mukul), Coleus Forskohli ed antiossidanti in genere.

Per il mantenimento del peso corporeo sinergie possibili con: Rhodiola rosea, Citrus aurantium, Fucus, Cromo picolinato, Garcinia cambogia, Colostro, etc.

 

Ecco un elenco esemplificativo degli omega 3 ed omega 6 contenuti negli alimenti

ALIMENTI OMEGA 3 OMEGA 6
PESCE GRASSO
100 g di salmone, sgombro freschi o in scatola al naturale
100 g di aringa fresca o affumicata
2.2 g -
OLI VEGETALI SPREMUTI MECCANICAMENTE
10 grammi di olio di semi di mais - 5 g
10 grammi di olio di semi di sesamo - 4.5 g
10 grammi di olio di semi di soia 0.8 g 5 g
10 g di olio di semi di girasole - 6 g
10 g di olio di semi di lino o 40 grammi di semi di lino 5.8 g 1.4 g
10 g di olio di germe di grano 0.5 g 5 g
10 g di olio di oliva - 1 g
FRUTTA SECCA    
20 grammi di noci sgusciate (5 noci medie) 1.32 g 5 g
10 grammi di arachidi, pistacchi o mandorle - 1 g
LEGUMI    
100 grammi di ceci in scatola - 2 g

 

Come fare sei si vuole integrare la propria dieta con questi preziosissimi grassi essenziali?

Per gli omega-3 se non si utilizza il pesce grasso, è necessario integrare con i semi di lino.

Bastano appena 20 grammi di semi, che vanno macinati con un macinacaffè, per comprire il fabbisogno di omega 3.

Purtroppo l'olio di lino presenta una serie di problemi per cui ne sconsigliamo l'uso a meno di non avere precise garanzie di qualità.

È consigliabile non eliminare del tutto il consumo di pesce, in modo tale da assumere EPA e DHA direttamente.

L'olio di lino, infatti, contiene LNA (acido linolenico) che deve essere convertito in EPA e questo processo può interferire.

 

Per gli omega-6 le possibilità sono molto più varie rispetto agli omega 3, ma le quantità da assumere sono decisamente superiori.

L'olio di girasole è ottimo poiché contiene una grande quantità di vitamina E, quello di soia contiene anche una buona quantità di omega 3.

Entrambi possono essere utilizzati per condire l'insalata, da soli o insieme all'olio di oliva.

Nel piano di integrazione va considerato che piccole quantità di omega 6 sono presenti in molti alimenti (soprattutto nella carne e nel pesce) è quindi presumibile che una certa quantità (circa 4 g al giorno) vada sottratta al piano di integrazione.

Conviene quindi integrare solo 8 grammi di omega 6 con alimenti che ne contengono una quantità elevata (olio di girasole, noci, ecc.).

Per informazioni precise e adatte alla propria persona ovviamente come sempre chiedere al proprio medico.

L'assunzione quotidiana di olio di pesce (non preparato con  distillazione molecolare) potrebbe essere molto pericolosa, in quanto potrebbero essere presenti  agenti inquinanti estratti dal pesce medesimo, come ad esempio il mercurio.

Ecco perché, chi lo usa quotidianamente, preferisce scegliere prodotti  ottenuti con distillazione molecolare, che sono sicuri, oltre che di superiore qualità.

 

Alcuni anni fa, l’ identificazione dell’acido linoleico coniugato ebbe del clamoroso nell’ ambiente  scientifico.

Un acido grasso contenuto nella carne rossa e nei formaggi esibiva attività anticarcinogenica, dimostrando, anche a basse dosi, di essere in grado di inibire la proliferazione di cellule neoplastiche.

L’acido linoleico coniugato ha la capacità di favorire l’accrescimento della massa magra in rapporto a quella grassa,  riducendo i depositi di grasso ed in modo particolare quello addominale, incrementando in tal modo la crescita muscolare.

Sono state esibite prove a supporto dell’attività dell’acido linoleico coniugato nel limitare l’aterosclerosi ed inoltre sugli effetti positivi nei confronti del diabete e del sistema immunitario.

L’acido linoleico coniugato pare agisca in due modi, inibendo la lipasi lipoproteica, enzima che il compito di idrolizzare i trigliceridi contenuti nei chilomicroni e nelle lipoproteine VLDL, convertendoli in monogliceridi e rendendo i grassi assorbibili.

Il CLA aumenta Inoltre l’attività di enzimi che liberano i trigliceridi dai depositi con una consequenziale induzione dell’organismo ad utilizzare i grassi immagazzinati come fonte di energia.

L’acido linoleico coniugato sembra possa aumentare l’attività dell’insulina in modo tale che che gli acidi grassi ed il glucosio possano attraversare meglio le membrane cellulari  muscoli ed essere trascinate via dal tessuto adiposo. Come conseguenza si acquisisce un aumento della massa magra in rapporto a quella grassa.

Recenti studi hanno evidenziato che il contenuto di acido linoleico coniugato presente nella carne rossa, nel burro e nei formaggi si è gradualmente abbassato a causa anche della consuetudine di nutrire meccanicamente gli animali.

Le carni di bovini cibati tradizionalmente su pascolo possiedono un contenuto di acido linoleico coniugato anche cinque volte superiore.

Il primo studio eseguito nel 1996 sull’uomo inerente gli effetti dell’acido linoleico coniugato  ha dimostrato che,aggiungendolo alla dieta, consente una perdita del 20% del grasso corporeo in tre mesi, senza per altro modificare il tipo di dieta.

L’acido linoleico coniugato mostra di possedere proprietà antiossidanti e di prevenire l’atonia muscolare con effetto anticatabolico.

Per questo motivo è diventato popolare tra i body- builder  data l’abilità ad aumentare il trasporto di glucosio e  acidi grassi dal tessuto adiposo.

L’acido linoleico coniugato viene estratto soprattutto dai semi di girasole.

 

Tossicità

 In uno studio condotto dal Nutrition Department of Kraft Foods su cavie nutrite con una dieta contenente 1,5% di CLA, non sono stati messi in evidenza effetti tossici di alcun tipo anche dopo 36 settimane di trattamento.

Questo studio ha evidenziato che l’uso del CLA come integratore è sicuro anche a dosi elevate.

Interazioni con farmaci

Non si conoscono interazioni con farmaci.

Controindicazioni

Viene sconsigliato l’uso dell’acido linoleico coniugato come integratore in gravidanza e durante il periodo dell’allattamento visto che non ci sono dati sufficienti di sicurezza.

 

Non assumete olio di borragine o olio di enotera (contengono entrambi l'acido gamma linoleico) durante la gravidanza o l'allattamento.

Non assumetelo senza aver prima consultato il medico se prendete aspirina o fluidificanti del sangue, se soffrite di epilessia.

Potrebbe causare mal di testa, indigestione, nausea o mollezza delle feci.

 

ACIDI GRASSI E CAPELLI

Gli acidi grassi si sono rivelati in questi ultimi anni come i più importanti  principi attivi naturali utilizzabili per l’inibizione delle due forme isoenzimatiche  (tipo I e II) della 5-alfa reduttasi  che trasformano il testosterone (T) in diidrotestosterone (DHT).

In particolare  è stata evidenziata  l’attività inibitrice dell’acido alfa-linolenico (ALA) , un acido grasso insaturo (ossia con doppi legami) della serie omega-3 (18:3) ;  dell’acido gamma-linolenico (GLA), un acido grasso insaturo della serie omega-6(18:3); dell’acido linoleico, altro acido grasso insaturo omega-6 (18:2) e dell’acido oleico, un acido grasso monoinsaturo classificato come omega-9 (18:1):

Altri acidi grassi che riscuotono un ampio consenso per le cure riguardanti il miglioramento di cute e annessi  ( e non solo) sono i grassi omega 3 come l’EPA (4,8,12,15,18-eicosapentaenoico; 20:5) e il DHA (4,7,10,13,16,19-docosaesaenoico; 22:6)  che costituiscono i principali componenti dell’olio di pesce.


In particolare il DHA è l’acido grasso  più abbondante nel cervello in cui ricopre un ruolo fondamentale nelle sinapsi così come nelle membrane fotorecettoriali della retina in cui è presente intorno al 60%.

Anche per  questi motivi è utilizzato, tra le altre cose,  sia per incentivare la lucidità e l’attività mentale che per combattere le degenerazioni della funzione visiva.

E’ comunque l’EPA che ha delle proprietà di inibizione abbastanza pronunciate della 5 alfa reduttasi, o meglio un suo metabolita, come si evince da uno studio in cui sono stati paragonati gli effetti anti-DHT di GLA e EPA.

Va comunque detto che questi acidi polinsaturi dell’olio di pesce sono soprattutto utilizzati per combattere vari tipi di infiammazioni e la loro azione pare essere simile a quella dei cortisonici di cui ne emulerebbero in un certo senso l’azione antinfiammatoria, senza peraltro dare effetti collaterali degni di nota.

Si tratta di acidi grassi della serie omega 3 come l’acido alfa-linolenico (ALA) di cui si è detto sopra, ma che per portare alla produzione di cosiddetti eicosanoidi  antinfiammatori devono subire un complesso processo di trasformazioni enzimatiche che è spesso a rischio per la carenza appunto di questi enzimi. In particolare la carenza di 6-delta desaturasi risulta abbastanza comune e tende ad aumentare con l’età.

Proprio per questo motivo l’integrazione con EPA e DHA è ritenuta migliore di quella con altri omega3, dal momento che questi acidi sono i precursori diretti delle prostaglandine antinfiammatorie.

Spesso però viene sottovalutata l’importanza degli omega 6 in questo processo, in particolare del GLA.

Infatti gli omega-6 porterebbero attraverso analoghe trasformazioni enzimatiche alla produzione di acido arachidonico, che è invece il precursore di prostaglandine infiammatorie come le PGE2, tuttavia il GLA si trasforma facilmente in DGLA, ossia in acido dihomo-gammalinolenico (tramite l’enzima elongasi) il precursore delle prostaglandine PGE1 (antinfiammatorie); questo acido grasso compete con EPA per l’enzima 5 delta-desaturasi, che lo trasforma appunto in acido arachidonico. 

Proprio questa competizione tra EPA e DGLA per la 5 delta-destiurasi fa sì che con l’assunzione di EPA aumenti il DGLA e quindi le PGE1 senza che avvenga il passaggio ad acido arachidonico e quindi a PGE2 (prostaglandine infiammatorie).

Quindi l’assunzione combinata di EPA e GLA, oltre ad avere, come visto sopra, proprietà anti-DHT massimizzerebbe la produzione endogena di prostaglandine antinfiammatorie delle cui azione ne deriverebbero dei benefici per la loro azione contro tutta una serie di patologie quali l’artrite, l’asma, le cardiopatie, gli eczemi, le infiammazioni intestinali, la psoriasi e anche le alopecie di varia natura.

L’assunzione di acidi grassi polinsaturi  come EPA e DHA dell’olio di pesce presenta come unico inconveniente la possibile perossidazione lipidica cui sono facilmente soggetti questo tipo di acidi grassi.

Questo tipo di ossidazione è efficacemente contrastato dalla vitamina E (alfa tocoferolo) che in piccole dosi è appunto inserita nelle perle di olio di pesce, ma che serve a dosi maggiori per far fronte alla medesima ossidazione nei processi dinamici e metabolici che avvengono di continuo all’interno del nostro organismo dove questi acidi stanno peraltro in equilibrio (tipicamente nelle membrane cellulari composte dal doppio strato di fosfolipidi) con i più stabili e solidi acidi grassi saturi che sono al contrario poco soggetti all’ossidazione.

Per questo è consigliabile integrare l’assunzione di acidi insaturi con vitamina E in dosi adeguate alla quantità di acidi grassi insaturi assunti, potenziandone preferibilmente l’azione con vitamina C (acido ascorbico) che notoriamente agisce in sinergia con la vitamina E, rigenerandola.

Quindi oltre a olio di pesce ricco di EPA e DHA, una buona integrazione di acidi grassi  per i capelli dovrebbe prevedere l’aggiunta di GLA (che si trova in buone dosi negli olii di ribes nero, borragine, enotera, canapa), mentre appare ovviamente utile l’assunzione di acidi saturi come il laurico e il miristico che abbondano nella serenoa repens così come nell’olio di cocco.

Alle vitamine antiossidanti specifiche come la vitamina E e la vitamina C , si possono infine accostare le vitamine del gruppo B che agiscono sul trofismo dei tessuti  e i minerali ( magnesio, ferro, zinco, rame, potassio, selenio, iodio…) che entrano nel maggior numero di processi biochimici e metabolici essendo componenti fondamentali di enzimi e di alcuni ormoni (ad es. quelli tiroidei).

Attività anti-androgenica degli acidi grassi
Liu J, K Shimizu, Kondo r.
Dipartimento scientifico delle foreste dei prodotti forestali, facoltà di agricoltura, Kyushu University, Fukuoka 812-8581 Giappone.
In questo studio dimostriamo che la 5alfa-reduttasi derivata dal fegato fresco di ratto è stata inibita da alcuni acidi grassi liberi alifatici.

E’ stata studiata l’ influenza della lunghezza della catena, l’insaturazione, l’ossidazione e l’esterificazione sulla potenza di inibizione dell'attività della 5alfa-reduttasi.

Tra gli acidi grassi che abbiamo testato, gli acidi grassi saturi inibitori hanno catene C12-C16 e la presenza di un legame C == C , legame che migliora l'attività inibitoria. I composti esterificati e idrossilati sono completamente inattivi.
Infine, abbiamo testato l'effetto sulla proliferazione delle cellule di cancro della prostata degli acidi grassi liberi.  

In linea con i risultati del test con la  5alfa-reduttasi, acidi grassi saturi con una catena C12 (laurico) e gli acidi grassi insaturi (acido oleico e acido alfa-linolenico) hanno mostrato effetti inibitori sulla proliferazione delle cellule dei linfonodi del carcinoma della prostata (LNCaP.

Allo stesso tempo, l'espressione dell’ mRNA dell’antigene specifico della prostata (PSA) indotta dal testosterone è stata sottoregolata.

Questi risultati suggeriscono che gli acidi grassi con attività inibitoria della 5alfa-reduttasi bloccano la conversione del testosterone in 5alfa-dihydrotestosterone (DHT) e quindi inibiscono la proliferazione delle cellule del cancro della prostata.

 

GLI ACIDI GRASSI INSATURI POSSONO ESSERE EFFICACI PER LA CURA DELLE SEGUENTI MALATTIE:

Organi Malattie
Apparato intestinale Colite
  Diarrea
  Stitichezza
Articolazioni Artrite
Cervello/sistema nervoso Malattie mentali
  Sclerosi multipla
Cuore Trombosi coronarica
Denti e gengive Disordini di denti e gengive
Organi Malattie
Gambe Crampi alle gambe
  Ulcere alle gambe
Ghiandole Prostatite
Orecchio Sindrome di Ménière
Pelle Acne
  Dermatite
  Eczema
  Psoriasi
Polmoni/apparato respiratorio Asma
  Bronchite
  Raffreddore da fieno
Sangue/apparato circolatorio Alto livello di colesterolo
  Diabete
Generale Allergie
  Raffreddore comune
  Sottopeso
  Sovrappeso e obesità
  Ulcere esterne

 

INTEGRATORI DI ACIDI GRASSI ESSENZIALI

Ottimi prodotti integratori di Omega-3 sono Vitality di Omegor.

Un prodotto contenente olio di borragine è olio di Borragine Longlife.

Un prodotto contenente olio di enotera è olio di Enotera Longlife.

Un prodotto contenente olio di Ribes nero è olio di Ribes nero Longlife.

Un olio di Cocco valido è l'Olio di Cocco Alimentare Coconoil.

Un prodotto che lo contiene ad uso topico è per esempio Mycream di Naturdieta e ad uso orale Reductup sempre di Naturdieta.

 

Leggere anche il capitolo dedicato ai Grassi.

Vedi anche vitamina F.

 
STUDI E BIBLIOGRAFIA
L'acido gamma linolenico come inibitore topico della 5-alfa-reduttasi.
Un altro studio sugli acidi grassi polinsaturi come antiandrogeni.
Inibizione della 5-alfa-reduttasi da parte di acidi grassi polinsaturi
Meccanismo molecolare androgeno

Altra bibliografia :

  1. Solomon R.,Chase Le., Ben-Ghedalia D., Bauman DE --The effect of nonstructural carbhydrate and addition of full fat extruded soybeans on the concentration of conjugadet linoleic acid in the milk fat of dairy cows. J Dairy Sci 2000 Jun; 83 (6):1322-9

  2. Mc Carty MF--Toward pratical prevention of type 2 diabetes.Med. Hypotheses 2000 May; 54 (5): 786-93
  3. Azain MJ,Hausman DB,Sisk MB,Flatt WB,Jewell DE--Dietary conjugated linoleic acid reduces rat adipose tissue cell size rather than cell number. J.Nutr. 2000 Jun; 130 (6): 1548-54
  4. Dhiman TR, Satter LD, Patrizia MW, Galli MP, Albright K, Tolosa MX.--Conjugated linoleic acid (CLA) content of milk from cows offered diets rich in linoic and linoleic aciid. J Dairy Sci 2000 May; 83 (5): 1140-6
  5. Stangl GI--Conjugated linoleic acids exhibit a strong fat to lean partitioning effect,reduce serum VLDL lipids and redistribute tissue lipeds in food-restricted rats.J.Nutr. 2000 May; 130 (5): 1140-6.
  6. Stangl GI, Muller H, Kirchgessner M-- Conjugated linoleic acid effects on circuleting hormones, metabolites and lipoproteins and its proportion in fasting serum and erytocyte membranes of swine. Eur.J.Nutr. 1999 Dec; 38 (6): 271-7
Modulo protetto di ordinazione Vitality di Omegor, Olio di Borragine Longlife, Olio di Cocco alimentare Coconoil
 

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