
L'azione vasoprotettiva ritenuta vitamino P-simile, si esplica specialmente a livello della microcircolazione ed è, per diversi aspetti, confrontabile con quella dei bioflavonoidi (che costituiscono appunto il complesso vitaminico P).
L'insieme delle azioni sopraelencate è difficilmente imputabile ad un unico meccanismo d'azione: senz'altro il mirtillo è capace di influenzare le strutture e le funzioni delle membrane cellulari mediante interazione con enzimi, con le pompe ioniche; di stimolare le sintesi dei mucopolisaccaridi; di controllare la sintesi endoteliale di sostanze prostaciclinosimili.
Recentemente sono stati indagati altri specifici meccanismi d'azione, spesso in comune con altri derivati polifenolici quali i tannini, dei quali è ricco il mirtillo e tra questi vanno sottolineati lo ione superossido, ritenuto responsabile di diversi processi patologici (in particolare danni da ischemia, diabete e cataratta).
Tale attività viene espletata dai derivati flavonici antocianici e tannici.
L'attività inibitrice dell'aldosoreduttasi, che catalizza principalmente la riduzione da glucosio a sorbitolo causando nei soggetti iperglicemici un accumulo di sorbitolo nel cristallino, nei nervi, nella retina e nei reni e che è responsabile di una serie di complicazioni in tali distretti.
Gli antocianosidi del mirtillo hanno dimostrato una notevole capacità di inibire tale enzima e la notevole sicurezza d'uso ne permette l'impiego a tempo indeterminato.
Il mirtillo ha più antiossidanti di qualsiasi altro frutto e moltissima vitamina C.
Un gruppo di ricerca canadese ha scoperto una nuova arma contro il colesterolo troppo elevato : è il succo di mirtillo. Secondo i ricercatori può salvare le arterie, riducendo del 21% l'LDL ossidato, ovvero il colesterolo più cattivo, quello più piccolo e appiccicoso. La dose sarebbero due boccali da 250ml al giorno.
Un prodotto di qualità è quello di Naturdieta.
Il mirtillo è tra i vegetali maggiormente antiossidanti.
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