Il corpo umano contiene circa 5 gr di ferro. In massima parte utilizzato per la formazione dell'emoglobina, indispensabile per il trasporto dell'ossigeno nei tessuti. Inoltre è costituente di molti metallo-enzimi (senza il ferro l'enzima perde la sua capacità) tra cui la catalasi, i citocromi, aldeidossidasi. E' presente nella composizione chimica del capello. E' indispensabile per i capelli poiché in carenza di ossigeno diminuisce al produzione di energia, sotto forma di ATP, necessaria per la sintesi proteica. Anche in assenza di anemia una certa carenza ferro, può provocare la caduta dei capelli temporanea. Una carenza di ferro spesso è associata ad una carenza di magnesio e zinco.
L’anemia è una malattia diffusa in tutto il
mondo e riguarda circa il 50% di alcune popolazioni. Negli Stati Uniti le
persone a rischio sono le donne in età fertile, i bambini, gli anziani, le
persone economicamente sfavorite e le minoranze, anche se ci sono altri gruppi
vulnerabili, come per esempio la popolazione maschile. Si stima che
un’adolescente su quattro sia carente, perché tra le altre cause, le donne
perdono ogni mese 28 mg di ferro con le mestruazioni (tutte le donne). L’anemia
compare anche nei periodi di crescita e nelle gravidanze ravvicinate.
Sintomi di anemia possono essere anche stitichezza, mancanza di lucidità, unghie
fragili e convesse, creste verticali sulle unghie, difficoltà di respirazione,
letargia, stanchezza, apatia, diminuita funzionalità cerebrale, pallore,
cefalea, ingrossamento del cuore, esaurimento delle riserve di ferro, e un tasso
di ferro nel plasma inferiore a 40 mg per 100 millilitri.
Il ferro introdotto con gli alimenti può essere assorbito solo se legato alla gastroferrina (l'acido cloridrico dello stomaco forma ioni ferrici che reagiscono col la gastroferrina). La vitamina C favorisce l'assorbimento. Il ferro viene immagazzinato nel fegato sotto forma di ferritina. Viene eliminato attraverso il normale ricambio dell'emoglobina, con l'urina, con il sudore, con le feci, con le mestruazioni.
Chi fa abbondante uso di caffè o tè può trarre beneficio da una supplementazione di ferro, in quanto queste bevande limitano l'assorbimento intestinale. Molto utile alle donne con eccessiva perdita mestruale.
L'ipoferritinemia spesso aggrava la calvizie androgenetica.
La carenza di ferro è molto più diffusa di quanto si creda e deve essere sospettata anche in assenza di anemia evidente. In caso di carenza l ' organismo prende il ferro dai depositi di ferritina, poi lo capta dalla transferrina, poi dagli enzimi contenenti il ferro e solo in ultimo manca il ferro per la sintesi dell'emoglobina. Quindi un'anemia sarà preceduta da una carenza del ferro a livello dei tessuti.
Sono disponibili diversi prodotti, tra cui quelli contenenti ferro chelato con proteina idrolizzata, facilmente assimilabile e senza problemi gastrointestinali.
Come norma generale è comunque sempre consigliabile chiedere al medico prima di assumere qualsiasi cosa. Infatti, ad esempio, il ferro non va somministrato a soggetti affetti da anemia falciforme, talassemia e emocromatosi.
L’eccesso di zinco e di vitamina E ostacolano l’assorbimento. Il ferro inorganico disattiva la vitamina E, in questo caso bisogna assumere quantità maggiori di tale vitamina. L’assorbimento viene anche ostacolato dall’artrite reumatoide e dai tumori e non viene favorita neanche nel caso che il corpo disponga di riserve adeguate. Alcuni studi effettuati hanno mostrato che i pazienti artritici metabolizzano una quantità insufficiente di ferro, condizione che può causare l’accumulo del minerale nelle articolazioni. L’equilibrio tra calcio, fosforo e ferro è molto importante. Un eccesso di fosforo può rallentare l’assorbimento del ferro, sebbene la presenza di quantità sufficienti di calcio possano, combinandosi coi fosfati, favorire l’uso del ferro. Tra gli altri fattori che ostacolano l’assorbimento del ferro ricordiamo: carenza di acido cloridrico, la somministrazione di alcali, consumo eccessivo di cellulosa, caffè e tè, presenza di composti di ferro insolubili (fitati, ossalati, fosfati) ed eccessiva mobilità intestinale. Le perdite quotidiane di ferro si aggirano intorno ad 1 mg.
La cottura dei cibi acidi in recipienti di ghisa aumenterà il loro contenuto in ferro di trenta volte.
Il Consiglio Nazionale di Ricerca (Usa)
raccomanda un’assunzione giornaliera di ferro di 12 milligrammi per le donne
dagli 11 ai 50 anni. Le gestanti hanno un fabbisogno di 30 mg e le donne che
allattano di 15 mg. Gli uomini dagli 11 ai 18 anni hanno un fabbisogno di 12 mg,
e dai 19 in su, di 10 mg. I bambini dai 6 mesi ai 10 anni devono assumerne 10 mg
e i neonati sino a 6 mesi, 6 mg. Il fabbisogno di ferro aumenta durante le
mestruazioni, le emorragie, periodi di rapida crescita e ogni volta che si
verifica una perdita di sangue. Una maggior quantità di ferro è necessaria
durante la gravidanza, quando il feto in via di sviluppo costruisce la propria
riserva nel fegato.
Il livello di ferro può raramente diventare tossico per l’organismo in seguito a
trasfusioni, assunzione orale prolungata di ferro, consumo eccessivo di vino
rosso contenente ferro e nei consumatori di tonici a base di ferro. L’accumulo
di ferro è associato ad una malattia chiamata emocromatosi (genetica) che causa
un colorito giallastro, cirrosi, diabete e disfunzioni cardiache. L’emocromatosi
è causata da un accumulo eccessivo di ferro nei tessuti molli come fegato e
milza, ostacolante il funzionamento di questi organi.
Depositi anormali di ferro possono derivare
da disturbi come insufficienza del pancreas, anemia emolitica o aplastica,
emosiderosi, epatite, dieta vegetariana o dalla presenza di altre malattie. Si
ritiene che l’eccesso di ferro nei tessuti molli porti ad una produzione di
radicali liberi, che aumenta il fabbisogno di vitamina E.
L’accumulo di ferro nel corso degli anni viene riscontrato normalmente in uomini
anziani. Un sovrappiù di ferro può causare siderosi, disturbi al cuore, al
fegato e al pancreas. I disturbi causati dalla tossicità del ferro dipendono
dall’incapacità dell’apparato digerente di eliminare il ferro in eccesso. Il
ferro che si deposita nei tessuti dell’organismo dà alla pelle un colore
grigiastro. I sintomi di intossicazione da ferro includono emicranie, difficoltà
di respirazione, stanchezza, vertigini e perdita di peso.
Si ritiene che l’assunzione di quantità eccessive di ferro nel momento in cui c’è un’infezione in corso, favorisca lo sviluppo di un maggior numero di batteri.
Il desiderio intenso di alcuni alimenti può essere un sintomo di carenza. Anche il desiderio intenso di ghiaccio, amido, argilla e altri materiali non commestibili è stato attribuito a carenza. I bambini carenti di ferro hanno una tendenza all’iperattività, minore capacità di concentrazione e minore quoziente di intelligenza. Questi disturbi possono essere risolti con un’adeguata integrazione di ferro.
Quando viene diagnosticata un’anemia da
carenza di ferro, con i sintomi caratteristici di pallore, predisposizione alla
stanchezza e diminuita resistenza alle malattie, una dieta ricca di cibi ad alto
contenuto di ferro ed una contemporanea assunzione di vitamina C accelereranno
il ristabilimento dell’emoglobina a livelli normali.
Il ferro è il minerale più importante per la prevenzione dell’anemia durante le
mestruazioni. Il ferro può rivelarsi benefico nel trattamento della leucemia e
della colite. La sindrome di Plummer-Vinson viene curata col ferro. Questa
malattia può portare al cancro allo stomaco o all’esofago. La candida e l’herpes
simplex in persone carenti, migliorano con la somministrazione di sufficienti
quantità di ferro. Le proteine che dipendono dal ferro producono radicali
dell’ossigeno antibatterici, come quelli presenti nel colostro. La debolezza
muscolare e la resistenza nell’esercizio fisico migliorano con il ferro. Il
ferro migliora il tono muscolare e la funzionalità cardiaca.
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